Pizza e birra, insieme a sostegno dell’ambiente

I cambiamenti climatici e la globale crisi ambientale purtroppo sono i temi portanti del nostro tempo. Così ripensare lo stile di vita, compiendo passi sempre più improntati alla sostenibilità e a difesa del pianeta, è ormai un’emergenza. La sostenibilità a tavola ora passa attraverso uno degli alimenti più amati e consumati al mondo, la pizza. E in particolare la pizza da asporto: secondo recenti dati, sono circa 2 milioni quelle che vengono consumate giornalmente. Ebbene, che fine fanno i cartoni per l’asporto? Non ci pensiamo, però i cartoni sporchi di cibo non possono essere riciclati con la carta ma nella maggior parte dei comuni vanno smaltiti con l’umido o l’indifferenziata. L’insieme di tutti i cartoni utilizzati ogni anno potrebbe creare una pila alta circa due Empire State Building e mezzo.

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Così, per ovviare al problema Carlsberg ha pensato all’innovativo Betterbox. È il primo packaging per la pizza da asporto realizzato interamente con gli scarti della produzione della birra. Quindi 100% compostabile. Il procedimento è semplice e green: si crea una mescola con agenti aggreganti naturali e si lascia essiccare l’impasto. Per diffondere l’innovativo packaging, Carlsberg ha stretto una partnership con la pizzeria Cocciuto di Milano. Così, dal 18 al 21 ottobre, i punti vendita del noto marchio, sinonimo di eccellenza in fatto di pizza napoletana nella città meneghina, situati in Via Bergognone 24 e Corso Lodi/Angolo via Gian Carlo Passeroni 2, consegneranno le proprie pizze (tramite UberEats) nei rivoluzionari cartoni ecosostenibili e in accoppiata con la nuova Carlsberg Pilsner.

Il progetto Betterbox, nato da un’idea creativa di M&C Saatchi, è infatti solo una delle ultime iniziative ideate da Carlsberg per promuovere la sostenibilità. In pochi, ad esempio, sanno che il verde, colore che simboleggia più di altri il rispetto verso l’ambiente, paradossalmente è spesso uno degli inchiostri meno ecologici. A partire da questo problema il brand di birra danese ha così deciso di modificare l’inchiostro delle etichette dei propri prodotti, utilizzandone uno più sostenibile e certificato Cradle-to-Cradle.

Fonte: larepubblica.it

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