La Cappella del Barolo – Tripudio di colori nel cuore delle Langhe

La cappella era stata costruita nel 1914 come riparo da temporali e grandinate. Fu acquistata dalla famiglia Ceretto insieme ai 6 ettari di vigneto nel 1970. Per essere precisi, cappella non lo fu mai, perché mai fu consacrata. Eppure ormai un’icona in nelle Langhe, grazie alla lucida follia di un produttore di vino capace di guardare oltre in tempi non sospetti. È il 1997 quando Bruno Ceretto incontra David Tremlett. L’artista era stato chiamato a realizzare una serie di wall drawings al Castello di Barolo. Nasce un’amicizia. E da lì la scintilla di un’idea.

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Quando i Ceretto avevano acquistato i vigneti sulla collina di Brunate si erano ritrovati una piccola costruzione per il ricovero degli attrezzi. Non un semplice capanno però. Un edificio solenne, in tutto e per tutto simile a una cappella. Esterno di mattoni rossi, un vero e proprio abside nella parte posteriore.

Nasce l’idea di affidare la cappella a Tremlett che accetta e coinvolge l’amico Sol Lewitt, artista concettuale statunitense. Lui si occuperà degli esterni, che renderà un carosello di colori accesi, mentre l’artista inglese si riserva l’intervento sugli interni, che resteranno comunque vuoti, con grandi campire in tinte morbide, stese col palmo della mano.

L’inaugurazione avviene nel settembre 1999. Per il loro lavoro i due artisti riceveranno un pagamento in vino: una bottiglia di Barolo a settimana per tutta la vita. La cappella diventa un simbolo delle Langhe, condivisa dai Ceretto con la comunità e i numerosi visitatori.

Fonte: ilsole24ore.com

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