Produzione e qualità – Chi vincerà la sfida nel 2019?

La qualità del vino italiano? “Sarà tra il buono e l’eccellente. Guardiamo al futuro con ottimismo e fiducia”, risponde con sicurezza il barolista Ernesto Abbona, presidente dell’Uiv, l’Unione italiana vini.

Ma a parte la qualità, che è fondamentale, se non forse tutto, per questo tipo di prodotto, è tuttavia la quantità della raccolta grappoli 2019 che fa da battistrada e che proietta l’Italia sul tetto del mondo. I dati della vendemmia in corso già lo confermano: secondo le previsioni, il Belpaese delle vigne produrrà 46 milioni di ettolitri di vino, 9 milioni in meno dell’anno scorso, pari ad una flessione del 16%.

Dopo l’abbondante vendemmia dello scorso anno le condizioni meteo difficili (in particolare un maggio freddo e piovoso ha rallentato il ciclo vegetativo della vite) la produzione italiana di vino 2019 si è un po’ fermata. Una flessione che tuttavia non rischia affatto di scalfire la leadership produttiva mondiale dell’Italia, se si considera che in Francia e Spagna (gli altri due principali produttori) sono previsti rispettivamente 43 e 40 milioni di ettolitri.

Una vendemmia un po’ meno generosa che non preoccupa affatto i vignaioli perché sembra confermare anche per il 2019 la tendenza alla leadership mondiale dell’Italia. E la sua incontrastata tendenza ad essere il “Paese del vino” in assoluto.

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