“Tastevin” – Scopriamo insieme i segreti del “distintivo” dei sommelier

Un tempo la degustazione del vino veniva realizzato con uno strumento dalle origini molto antiche, il tastevin (assaggia-vino). La forma attuale di questo oggetto risale al XVII secolo e sembra stato ideato dai vignaioli della Borgogna per assaggiare e valutare il vino spillato direttamente dalle botti. In ambienti poco illuminati come la cantine anche una luce fioca si riflette come in uno specchio nel taste-vin, attraversando il vino così da permettere di vederlo in totale trasparenza.

Utilizzato per decenni da tutti i sommelier del mondo, soprattutto in Francia e in Italia, è tuttora il simbolo dell’Associazione Italiana Sommelier. Si tratta di una piccola ciotola in argento o in metallo placcato in argento, il cui diametro corrisponde a 8 cm e la sua profondità a 2 cm. In corrispondenza della parte centrale troviamo la cosiddetta ‘bolla di livello’, il vino versato non deve mai superare tale livello. I bordi interni del tastevin presentano due particolarità importantissime: da un lato si trovano 8 rilievi concavi che vengono utilizzati per l’esame visivo del vino rosso, dalla parte opposta sono scolpite 17 nervature che vengono utilizzate invece per l’esame visivo del vino bianco. A completare il tutto la presenza di 14 bolle che svolgono l’importante funzione di ossigenare il vino prima dell’esame. Oltre che svolgere tutte le funzioni necessarie a coadiuvare l’esame visivo, il tastevin permette al sommelier, in maniera semplice e ottimale, di svolgere un corretto esame olfattivo.

Il modello universalmente diffuso è il Borgognone, il cui nome deriva direttamente dalla regione della Borgogna, dove attualmente ha sede una delle più importanti confraternite di sommeliers del mondo, denominata ‘Chavaliers du Tastevin’. Né in passato e neppure oggi il tastevin viene utilizzato per l’esame dei vini frizzanti o degli spumanti, la ragione sta nel fatto che non può essere valutato tramite esso il perlage, cioè l’esame delle bollicine, essenziale per la valutazione del livello di qualità. La sua fama in passato è stata esaltata dal fatto che si trattava di un oggetto utilissimo, facilmente trasportabile e indistruttibile, rispetto ai bicchieri di cristallo che, come si diceva, oggi hanno preso nettamente il sopravvento.

Fonte: winepoint.it

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