Il regista Francis Ford Coppola rilancia il packaging alternativo

Forse non tutti sanno che il regista divenuto celebre per la trilogia del “Padrino” è un grande appassionato di vini. Quando, grazie ai suoi successi, riuscì a mettere da parte un cospicuo capitale, investì quasi tutto in una cantina della Napa Valley, la Rubicon Estate diventata poi Coppola Winery. Oggi quella cantina è diventato un vero e proprio luogo di culto dove Coppola espone tra le botti i suoi Oscar. Una passione, quella per il vino, che a detta del regista gli fa guadagnare più dei suoi film.

Ora, dopo 35 anni dedicati ai più classici tra i vini (dal Cabernet Sauvignon al Sauvignon Blanc) e cercando di recuperare gli antichi vitigni, Coppola ha messo i suoi vini della Diamond Colletion in lattina. Il regista ha lanciato bianchi, bollicine e addirittura rossi come il Pinot nero venduto in confezioni da quattro lattine da 250 ml per 24 dollari. Per quanto per i più puristi vedere il vino in lattina è un sacrilegio, al al ProWein di Dusseldorf, sono stati presentati i prodotti enologici della Napa Valley nel nuovo formato metallico e lo stand era sempre affollato.
Una tendenza che ha portato fiera tedesca a suggerire come titolo per il 2019 “The year of the can”, l’anno della lattina, “un formato che va più veloce sul mercato statunitense di ogni altro packaging alternativo del vino”.

“Siamo stati tra i primi a usare questo formato – dichiarano i sommelier della Coppola Winery – è un modo per rendere più conveniente il vino premium. Questo non diminuisce la nostra dedizione alla qualità superiore”. Corey Beck, capo enologo della famiglia Coppola, si dichiara entusiasta del vino in lattina, al punto da ampliare la collezione. Il Pinot grigio in lattina raggiunge i 13 gradi ed è fresco e fruttato. Mezzo grado in meno dello Chardonnay (a cui manca un po’ di struttura) e del Pinot nero, morbido e corretto. Ci sono anche il Sofia, uvaggio bianco da 187 ml, e un Brut Rosé da Pinot nero.

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