Il presidente Trump minaccia di imporre dazi sul vino, rischiano anche i produttori italiani

Donald Trump attacca la Francia e l’Europa tutta, sventolando la minaccia dei dazi sul vino francese. A scatenare la furia del Presidente americano è stata la decisione francese di introdurre nuove tasse che colpirebbero le industrie tecnologiche americane. Insomma se Macron decide di far pagare le tasse ad Amazon, Facebook e Google, Trump risponde con i dazi sul vino francese e non usa mezzi termini: “Non voglio che la Francia tassi le nostre aziende. Se lo fa noi tasseremo il loro vino, tasseremo il loro vino come non hanno mai visto prima”.

La Francia però è in Europa e mettere dazi sul vino francese significherebbe mettere dazi su tutti i vini europei e quindi anche su quelli italiani.

Gli Stati Uniti sono il primo mercato estero per i nostri vini

Su 6,2 miliardi di euro di esportazioni dall’Italia, quasi un quarto va negli Usa. Per renderci conto di quanto i vini italiani siano importanti nel mercato americano bastano queste tre cifre: il 40% dei vini bianchi, il 32% dei rossi e ben il 57% dei vini dei frizzanti bevuti dagli americani sono italiani.

Le regioni più colpite dai dazi  

A pagare il prezzo più alto sarebbero Toscana, Veneto, Trentino Alto Adige e Piemonte che da tempo esportano oltreoceano e lì hanno un mercato ampio e consolidato, ma soffrirebbero anche Emilia Romagna, Puglia e Sicilia, che offrono vini di alta qualità e si sono affacciate solo in un secondo momento sulla scena americana.

L’Ue difende i produttori

Ruenza Santandrea, portavoce e coordinatrice del settore vino di Alleanza Cooperative “È una pessima notizia, le aziende hanno bisogno di stabilità, l’Europa ha investito molto sulla promozione dei suoi vini e non può essere disposta a perdere quello che si è conquistata. Quello americano è un mercato maturo, che conosce il vino e compra prodotti di qualità a soffrire per i dazi sarebbero i vini più costosi e rinomati”.

In effetti il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, non ha lasciato cadere la provocazione. “Proteggerò il vino francese con sincera determinazione. La guerra commerciale e tariffaria non è una nostra iniziativa, ma dobbiamo essere pronti e siamo pronti”.

fonte skytg24

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