Il Monferrato – Una ‘perla’ tutta da scoprire

Il Monferrato (Monfrà [mʊɲ’fra] in piemontese, Mons ferratus in latino) è una regione storico-geografica del Piemonte.

Il suo territorio, quasi esclusivamente di natura collinare, è compreso principalmente all’interno delle province di Alessandria e Asti e si estende verso sud a partire dalla destra idrografica del Po sino a giungere ai piedi dell’Appennino ligure sul confine con la città metropolitana di Genova e la provincia di Savona. Inoltre confina con altre regioni geografiche e storiche del Piemonte appartenenti alla provincia di Cuneo, ossia le Langhe e il Roero e a Nord Est con la regione storica lombarda della Lomellina. Il territorio infine confluisce a Ovest, senza soluzione di continuità, nella zona delle Colline Torinesi.

Il 22 giugno 2014, durante la 38ª sessione del comitato UNESCO a Doha, è stato ufficialmente incluso, assieme a Langhe e Roero, nella lista dei beni del Patrimonio dell’Umanità.

GEOGRAFIA

Il Monferrato è frequentemente distinto in tre porzioni principali che nulla hanno a che fare con la storia del territorio che, fino al Settecento (epoca in cui si concluse la sua esistenza di Stato) è sempre identificato, nei documenti, esclusivamente come “Monferrato” senza alcuna ulteriore distinzione:

  • Basso Monferrato: Si caratterizza per le sue morbide colline che, ad esclusione del Sacro Monte di Crea(455 m), non raggiungono mai altezze superiori ai 400 metri; territorialmente comprende la parte della provincia di Alessandria consistente nei paesi che gravitano attorno a Casale Monferrato, una delle capitali storiche di questo territorio. Viene delimitata a nord e a est dal corso dei fiumi Po e Tanaro. Altra città rilevante è sicuramente Valenza. Il territorio rappresenta una commistione tra il paesaggio collinare e la pianura che si caratterizzano, rispettivamente, per la coltivazione vitivinicola e quella risicola. Numerosi sono i castelli così come caratteristici sono i borghi spesso contraddistinti dalla tipica “Pietra da Cantone” di cui sono costituiti.
  • Monferrato Astigiano: identifica buona parte della Provincia di Asti (ad eccezione della Langa Astigiana) ed è caratterizzato da una conformazione prevalentemente collinare e da diversi borghi storici quali ad esempio Moncalvo, Grazzano Badoglio, Montemagno, Montiglio a nord del fiume Tanaro, Nizza Monferrato, Mombaruzzo, Incisa Scapaccino, Bruno, Fontanile a sud. Asti è il cuore geografico di questo macro-territorio, delimitato a sud dalla valle del fiume Belbo e ad ovest approssimativamente dal percorso del torrente Versa e alla cui destra orografica si localizza quell’area che anticamente veniva denominata Astesana. Il punto più alto del territorio è la collina di Albugnano a 549 metri s.l.m.
  • Alto Monferrato: si estende verso sud a partire dalla Val Bormida sino a lambire i piedi dell’Appennino Ligure; viene delimitato ad ovest dalla valle della Bormida di Spigno e ad est dalla porzione occidentale della media valle Scrivia. Il centro principale è Acqui Terme

ECONOMIA

Il Monferrato è una delle più note regioni vinicole italiane nel mondo, soprattutto per quel che riguarda i vini rossi e gli spumanti.
Il clima secco di tipo continentale con estati calde tendenti alla siccità e inverni particolarmente freddi e la particolare conformazione idrogeologica dei terreni sono favorevoli alla viticoltura, che peraltro è dominante in tutto il territorio, facendo diventare il vino non solo un elemento di ricchezza economica dell’intera regione, ma anche e soprattutto un vero simbolo della cultura e della tradizione Monferrina. La capillare diffusione dei vitigni autoctoni e conseguentemente di una molteplice varietà di vini, ne sono testimoni.
Fra i vini (DOC e DOCG) i più celebri sono:

  • Vini rossi: Barbera d’Asti, Barbera del Monferrato, Dolcetto d’Acqui, Dolcetto d’Ovada, Grignolino d’Asti, Grignolino del Monferrato Casalese, Rubino di Cantavenna, Ruché di Castagnole Monferrato, Freisa d’Asti e Piemonte Bonarda
  • Vini bianchi: Cortese di Gavi
  • Vini spumante o da dessert: Asti spumante, Brachetto d’Acqui, Malvasia di Casorzo, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco e Moscato d’Asti

Oltre alla viticoltura attività importanti per l’economia del Monferrato sono l’agricoltura (nocciole, frutta), l’allevamento (carni, formaggi), la gastronomia (tartufi) e il turismo (settore attualmente in crescita e in fase di rilancio). In maniera più limitata figura nell’economia locale anche l’industria, infatti nell’ultimo ventennio si sono sviluppate aziende di piccole dimensioni nell’edilizia, metalmeccanica, nel settore alimentare e manifatturiero. A causa della crisi economica congiunturale degli ultimi anni, comunque, lo sviluppo industriale si è ridotto e in molti casi è stato soffocato.

ENOGASTRONOMIA

La cucina tipica del Monferrato comprende una vasta gamma di cibi che vanno dalle carni, ai pesci, alle verdure, ai formaggi, e piatti tipicamente monferrini, che ormai hanno raggiunto una notorietà non solo nazionale ma anche internazionale. Fra questi ricordiamo, tra i primi piatti, gli agnolotti “al plin” (letteralmente “al pizzicotto”), i tajarin (tagliatelle fini ricche di uova condite con sughi vari), i risotti del Casalese, il riso ai funghi e quello al vino rosso, i minestroni di verdure, la polenta col merluzzo fritto o “comodato”. Degna di menzione e soprattutto molto conosciuta è la bagna càuda. Tra le carni: trippe, zampini (batciuà), ceci con la testina, coda di bue (oggi cucinata col Barbera) e il salame cotto.

Tipici del Monferrato sono anche il vitello tonnato, l’insalata di carne cruda della tipica razza bovina piemontese (tritata fine col coltello e condita con soli olio, sale e limone), le acciughe sotto sale al verde, l’insalata russa di verdure in maionese, i peperoni scottati alla fiamma, i fiori di zucchino ripieni, le numerose torte salate, solo per citarne alcuni. Tra i salumi la muletta, simbolo della tradizione monferrina, fatto tradizionalmente con la Barbera. La muletta di ogni salumeria è diversa dalle altre, per tradizione; zone di produzione tipica sono Sala Monferrato, Cella Monte, Serralunga di Crea e Ozzano. Da ricordare inoltre il Fritto misto alla piemontese e il bollito di carne, veri e propri marchi di fabbrica di quest’area. Tra le verdure, si distingue il Cardo gobbo di Nizza Monferrato. Fra i dolci spiccano la panna cotta e il bonet (o bunet), tipico anche delle Langhe, il cui nome deriva dallo stampo di cucina Benetta di rame stagnato, dentro cui lo si faceva cuocere, facendogli così acquisire la forma di un “berretto”. Si tratta di un antenato del budino, quando ancora non esistevano colla di pesce, addensanti e gelatine varie. È un dolce genuino preparato con cacao, amaretti e marsala, insieme a latte uova e zucchero e cotto a bagno maria per essere successivamente servito freddo. È ora molto diffuso in tutto il Piemonte.

Fonte: Wikipedia

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