Gavi – Da sempre un comune a difesa del territorio

GaviGavi Ligure (desueto), è un comune italiano di 4 565 abitanti della provincia di Alessandria in Piemonte, situato sulla destra del torrente Lemme alla confluenza con il rio Neirone.

Storia

Ritrovamenti di reperti in pietra levigata fanno risalire la presenza dell’uomo nelle terre di Gavi a oltre 2000 anni fa. Il nome deriva probabilmente dall’esistenza della stazione neolitica di Cavatium da cui il latino Gavium. Si ritiene che Gavi ospitasse un presidio romano a difesa della via Postumia.

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente fu occupato da una tribù gota che forse gli diede il nome (dall’antico germanico gau, tribù e sede della tribù , che al genitivo fa esattamente gawi), poi anche dagli ungari e dai saraceni e secondo la leggenda, una loro principessa, Gavia (o Gavina), avrebbe stabilito la propria dimora nel castello del luogo. Pare fosse di origine francese ed infatti la più vecchia via del borgo sotto il castello si chiama Monserito (da Mon Cheri).

Il primo documento ufficiale che menziona Gavi risale all’anno 972 ed è conservato nell’Archivio di Stato di Genova.

Notizie storiche certe sul Castello di Gavi si hanno verso l’anno Mille. In quel periodo Gavi apparteneva alla famiglia degli Obertenghi. Da questi discese il ramo di marchionato che dal XII secolo assunse il titolo di Marchesi di Gavi, alleati del Barbarossa, che possedeva una parte del castello e che pare qui si rifugiò dopo la battaglia di Legnano. L’Imperatore ritenne più prudente rifugiarvi la famiglia quando tornò in Italia nel 1177 per recarsi a Venezia. La città entrò ben presto nelle mire della Repubblica di Genova per la sua posizione strategica nell’entroterra ligure, sulle più importanti vie di comunicazione verso la pianura padana.

Nel 1202, il comune fu formalmente ceduto alla Repubblica di Genova. Passato sotto il dominio dei Visconti, salvo una breve parentesi francese, e in seguito ai Guasco di Alessandria, tornò in mano genovese nel 1528, con l’avvento al potere di Andrea Doria. Per lungo periodo Gavi rimase sotto la dominazione della Repubblica di Genova.

Data la sua strategica posizione di confine, Gavi ed in particolar modo la sua fortezza si trovarono coinvolte nella maggior parte dei conflitti che interessavano la Repubblica ed il confinante Ducato di Savoia, poi Regno di Sardegna. Durante l’epoca napoleonica il Forte fu occupato dall’esercito francese, nelle cui file militava tra gli altri Ugo Foscolo.

La sconfitta di Napoleone e la conseguente cessione della Repubblica di Genova al Regno di Sardegna come conseguenza degli accordi del Congresso di Vienna, e la riorganizzazione del Regno d’Italia a seguito del Risorgimento, provocarono il successivo trasferimento amministrativo di Gavi, che venne aggregata alla Provincia di Alessandria (1859).

Il 7 giugno 2007 il suo territorio è stato ridotto di dimensione con la cessione al comune di Arquata Scrivia della frazione di Sottovalle, non raggiungibile direttamente dal capoluogo ma solo attraverso Carrosio o Arquata Scrivia.

Il monumento storico che più identifica la storia del paese è il Forte di Gavi, notevole esempio di architettura militare, costruito dai genovesi tra il 1540 e il 1673 sui resti di un castello preesistente, avvalendosi dell’opera dell’architetto militare Vincenzo Maculani (detto fra’ Fiorenzuola). Questa fortezza è il più importante avamposto difensivo medioevale di tutto il Basso Piemonte.

Gavi nella letteratura

  • L’importanza di Gavi in epoca medioevale viene sottolineata nel libro Baudolino di Umberto Eco, dove la città viene citata sia per la sua posizione di frontiera con la Liguria sia per il suo vino.

Economia

fonte Wikipedia

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